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Le più grandi personalità jazzistiche dell’Italia, di ieri e di oggi

Pubblicato in 16. agosto 2011 da in Arte e cultura

L’Italia, come molti altri paesi europei, iniziò ad avere contatto con il jazz statunitense durante la prima guerra mondiale, dopo l’arrivo dell’esercito americano: fu tra le file delle sue bande militari che si sentirono le prime note sincopate. E fu allora che apparvero in Italia le prime orchestre influenzate dal sound jazz, come la Syncopated Orchestra di Arturo Agazzi e la Ambassador’s Jazz Band di Carlo Benzi.

Per non dimenticare: I grandi nomi del passato

Negli anni ’20 altri nomi cominciarono ad apparire sulla scena: Michele Ortuso, Pippo Barzizza sono solo i più importanti. Ma fu intorno alla metà degli anni ’30, in concomitanza con la Swing Era, che si fece sentire il primo forte impulso alla musica jazz in Italia. Il nome di spicco di questo periodo fu senza dubbio Gorni Kramer, fisarmonicista solista e brillante compositore che seppe dare una grande spinta al genere. Il jazz in Italia tuttavia, nei suoi primi momenti, ebbe una vita tutt’altro che semplice, fatta di scarso riscontro di pubblico e lentissima diffusione. Escludendo il grande contributo di Gorni Kramer, il jazz italiano vide la sua diffusione e il suo sviluppo solo a partire dagli anni ’50. Una peculiarità del jazz italiano, fin da questi momenti, fu senz’altro la sua composizione interna, che raccolse a fianco degli artisti un gran numero di teorici del genere. Tanto si deve per esempio, da questo punto di vista, a Massimo Mila, Giancarlo Testoni (uno dei fondatori della rivista “Musica Jazz”, la più autorevole in Italia) e a Arrigo Polillo, autore del libro “Jazz”, vera e propria bibbia del Jazz.

Per non fermarsi: I grandi nomi del presente

Una nuova generazione di artisti italiani si afferma sulla scena internazionale tra gli anni ’50 e ’70. Basti ricordare Giorgio Gaslini, sperimentatore e improvvisatore, nonché uno tra i primi a suonare bebop nel paese, o Franco D’Andrea e Enrico Pieranunzi, con il loro creativo hard bop, o ancora Franco Cerri, innovatore e anticonformista. I nomi che si possono fare sono ancora tanti. Moltissimi altri artisti di diverse origini ed esperienze hanno saputo dare un apporto fondamentale allo sviluppo del genere in Italia. Stiamo parlando di persone come il trombettista Enrico Rava, il saxofonista Gianluigi Trovesi, il pianista Enrico Intra, il batterista Gilberto Cuppini; senza dimenticare il trombone di Giancarlo Schiaffini, il pianoforte di Sante Palumbo o di Gaetano Liguori, il contrabbasso di Bruno Tommaso e la fisarmonica di Gianni Coscia. Tra gli ultimi arrivati, è d’obbligo citare Paolo Fresu alla tromba e Stefano Bollari al pianoforte. I nomi da fare sarebbero ancora tanti, e la scena jazz italiana sembra vivere un buon momento oggi, proponendo artisti che hanno saputo farsi vedere anche a livello internazionale.

Foto: semisatch – FotoliaSimilar Posts:

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